Tutto sul Red Bull Salzburg, prossimo avversario del Napoli

 

  di Marco Bruttapasta

Ieri c’è stato il rito dei sorteggi degli ottavi di finale di Europa League e dall’urna per il secondo anno consecutivo è uscita una squadra targata Red Bull, multinazionale produttrice di una nota bibita a base di taurina, caffeina e altri eccitanti.

La utilizzai per tornare nottetempo da Paestum a Napoli per una fallita liaison amorosa e funzionò, dato che l’unico Morfeo che mi venne incontro durante la guida non fu il Dio del sonno, ma l’ex fantasista dell’Atalanta, che mi parve di avvistare ad Eboli, dove si era fermato.

Tornando alla bevanda che ti mette le ali, vedendo giocare il Salisburgo, si ha l’impressione che i suoi giocatori ne siano particolarmente ghiotti, tanta è la frenesia ed il ritmo che la squadra austriaca mette sul terreno di gioco, al punto che chi ha commentato favorevolmente il sorteggio con un sospiro di sollievo, al grido di “Nuje simme o Napule”, forse non ha mai visto giocare il team capitato ad Ancelotti.

Intendiamoci, il Napoli è favorito, ha dimostrato che in serate in cui “tiene genio” può competere pure con Liverpool e Psg, ma per rispettare il pronostico dovrà ripetere quel tipo di gare, rispetto ad alcune recite in chiaroscuro, allestite in campionato.

La maledizione “Champions” per gli austriaci

 

Quando i dirigenti del Salisburgo verranno a Napoli per la gara d’andata, oltre alle immancabili foto del Castel Dell’Ovo ed al pranzo con la delegazione partenopea, sarebbe d’uopo l’acquisto di numerosi “curnicielli”, non per la sfida con gli azzurri ma per sfatare una maledizione che in casa austriaca dà fastidio e pure assai.

Il Salisburgo per undici volte, si è sciroppato i preliminari di Champions League, inguaiandosi le vacanze, uscendone sempre eliminato!

Le prime dieci eliminazioni erano arrivate contro Valencia, Shakhtar, Maccabi Haifa, Hapoel Tel Aviv, Dudelange of Luxembourg, Fenerbahce, Malmo (due volte), Dinamo Zagabria, Rijeka.

 

L’ultima eliminazione è stata ancor più clamorosa, per mano di quella Stella Rossa, in modo traumatico per i sostenitori austriaci.

Dopo un comodo zero a zero nell’inferno serbo del Marakana’, al ritorno i padroni di casa erano in vantaggio comodamente al termine del primo tempo con una doppietta di Dabbur, attaccante di cui parleremo più innanzi. Nella ripresa, qualcuno sostituisce la Red Bull con una Camomilla, e gli slavi trovano due reti in pochi minuti con Ben Nabouhane, per poi ritornare ad essere catenacciari e scarponi da indegni eredi di Mihajlovic, Pancev, Savicevic e compagnia cantante della fu Stella Rossa, vincitrice della Champions League in quel di Bari una vita fa.

 

Perché Red Bull Salisburgo e Red Bull Lipsia hanno potuto giocare nella stessa competizione (e girone)

 

Da tempo l’Uefa teneva sott’occhio i due club targati Red Bull, dato che in base alle regole di integrità della Uefa, infatti, due club con lo stesso proprietario non possono giocare nella stessa competizione europea :nessuna persona fisica o giuridica può avere influenza determinante su più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club.

Così durante i sorteggi e i convegni dell’Uefa spesso i dirigenti della Federazione Europea guardavano con aria severa i dirigenti delle due squadre, dicendo loro nella lingua di Nyon:Nun me ricere niente?

O addirittura il presidente di entrambe le squadre, indossava baffi e naso finto per dimostrare di non essere la stessa persona.

Scherzi a parte, la problematica è emersa prepotentemente nel 2017, quando entrambe le squadre si erano ritrovate in lizza per la partecipazione alla stessa manifestazione continentale, la Champions League.

L’indagine diede esito positivo.

Si legge nel comunicato, emesso il 20 giugno 2017 dalla Camera Investigativa dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club:

La Camera Arbitrale dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) ha deciso di ammettere FC Salzburg e RB Leipzig alla UEFA Champions League 2017/18 non avendo rilevato violazioni all’Articolo 5 (Integrità della competizione) del regolamento del torneo.

Dopo un’accurata indagine e a seguito di importanti variazioni amministrative e strutturali da parte dei club (relative ad azienda, settore finanziario, personale, sponsorizzazioni, ecc.), l’organo di controllo UEFA ha ritenuto che nessun individuo o persona giuridica aveva più un’influenza decisiva su più di una squadra partecipante a una competizione UEFA per club.

Come previsto dall’Articolo 34(2) del Codice di procedura dell’organo di controllo finanziario UEFA – Edizione 2015 e dagli Articoli 62 e 63 degli Statuti UEFA, è possibile presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport entro 10 giorni.

L’organo di controllo finanziario UEFA continuerà a monitorare entrambi i club per accertarsi che continuino a rispettare le regole di integrità.

 

Ironia della “ciorta” un anno dopo, le due squadre si ritroveranno nello stesso girone di Europa League, con doppio successo degli austriaci, con grande soddisfazione dei tifosi da tempo polemici verso la dirigenza (o lo sponsor, vero Uefa?) rea a loro dire di trattare la squadra di Salisburgo da satellite rispetto alla omologa squadra tedesca.

Molti infatti i giocatori passati dal Salisburgo al Lipsia: da Keità, oggi al Liverpool, passato al Lipsia nel 2016, al giovanissimo Upamecano, difensore oggi ambito dalle principali squadre europee,che abbandonò l’Austria per la sponda teutonica nel 2017 fino al recentissimo passaggio, nell’ultima sessione invernale, del centrocampista maliano Haidara, tra i punti di forza del Salisburgo, giunto ad un passo dalla finale un anno fa, in Europa League.

Oltre ai calciatori vi è il caso di Ralf Rangnick, prima direttore sportivo in Austria e vero motore del club, poi divenuto tecnico del Lipsia, riprendendo a fare l’allenatore dopo i problemi di depressione avuti ai tempi dello Schalke 04.

Il Salisburgo e l’Europa League

Un anno fa gli austriaci arrivarono fino in semifinale, dove furono eliminati dal Marsiglia di Rudi Garcia.

Dopo il due a zero per i transalpini al Velodrome, per due reti a zero, al ritorno stava riuscendo l’impresa del Red Bull, giunto fino ai supplementari, decisi da un insospettabile, nella miglior tradizione dell’Europa League: il difensore centrale Rolando, un tempo totem del Porto, poi inabissatosi nelle esperienze italiane con Napoli e Inter, fino alla rinascita nella notte di Salisburgo.

Nei turni precedenti, la squadra allenata da Rose aveva fatto fuori la Real Sociedad, il Dortmund, con vittoria al Westfalenstadion e la Lazio, ribaltando una sconfitta per 4 reti a 2 in modo addirittura rocambolesco.

Nella ripresa della gara di ritorno i laziali erano passati addirittura in vantaggio con Immobile, un minuto dopo era giunto il pari di Dabbur, al 56esimo.

La gara arrivava al 72esimo e i capitolini deflagravano: i padroni di casa segnavano tre reti in quattro minuti e sessanta, un tempo inferiore a molte canzoni ed alla cottura di quasi tutti i tipi di pasta, eccetto alcuni tipi di tortellini e ravioli.

 

Il Salisburgo di oggi

Rispetto al Salisburgo di un anno fa alcuni uomini sono cambiati.

E’ partito Haidara, sponda Lipsia.

Son partiti Berisha, acquistato dalla Lazio, fin qui con scarsa fortuna e il difensore centrale Caleta-Car passato al Marsiglia.

Evidentemente i dirigenti delle squadre incontrate dagli austriaci nella scorsa competizione, oltre a soffrire per i propri beniamini, vedevano con attenzione ciò che l’avversario offriva.

Stanno crescendo i giovani del vivaio floridissimo, con il fiore all’occhiello della vittoria nella Youth League del 2017, in finale contro il Benfica, dopo aver eliminato City, Atletico Madrid, Psg e Barcellona

In quel torneo, tra gli altri emerse la stella dello zambiano Daka Patson, adesso, da senior, in goal nel ritorno contro il Bruges, vinto dal Salisburgo per quattro reti a zero.

Si sta mettendo in luce, nelle ultime settimane l’ungherese dal nome impronunciabile Szoboszlai.

L’agente del giocatore magiaro, paragona il suo assistito a Milinkovic Savic, e potremmo ribattere “Acquaiuolo l’acqua è fresca!” ma in realtà il confronto non dovrebbe nascere da un’iperbole interessata del procuratore, visto che sul giovine si sono fiondate Juventus e Inter, con un Marotta decisamente più simpatico da quando e’ arrivato sui Navigli.

Per il resto l’ossatura è grossomodo la stessa di un anno fa.

In porta l’esperto Walke, i terzini sono il mancino Ulmer e il laterale destro Lainer.

Il sito l’Ultimo Uomo ha descritto così il gioco dei due terzini:

«In fase di possesso il RB Salisburgo fa un uso interessante dei terzini e degli interni di centrocampo. I due esterni bassi, Andreas Ulmer e Stefan Lainer, costruiscono il gioco con tanti passaggi diagonali verso il centro; ricevono diversi passaggi sulla fascia, ma usano la posizione esterna solo per aprire spazio al centro e negli half-space».

Lainer nella scorsa estate è stato ad un passo dal Napoli, nelle settimane frenetiche in cui ogni terzino destro del globo veniva accostato agli azzurri, l’arrivo del giocatore a Castelvolturno sembrava ormai certo.

In difesa il punto di forza è rappresentato dal brasiliano Ramalho.

A centrocampo, partito Haidara, sono aumentate le responsabilità per i vari Wolf,Schlager  e Samassekou.

Quest’ultimo ha già attirato l’attenzione di club nostrani.

Postiamo pertanto uno dei video-porta sfiga su youtube dal titolo Welcome to Rome.

Video porta sfiga in quanto realizzati da tifosi troppo ansiosi di veder realizzato un proprio sogno di mercato, incuranti di un’antica maledizione che vuole i video dal titolo “welcome to..” sempre decisivi nel far naufragare trattative di mercato.

 

Menzione speciale merita l’attaccante israeliano Dabbur.

Il giocatore, impropriamente accostato a Messi, era stato al centro di un caso qualche mese fa quando il suo passaggio al Liverpool sembrava cosa fatta.

Per alcuni media, il suo arrivo ad Anfield avrebbe spinto Salah a chiedere la cessione.

Pericolo scongiurato, il giocatore è rimasto in Austria ma in estate vestirà la maglia di un altro club tipicamente Europa League:il Siviglia.

Il modulo adottato dal tecnico Rose, già accostato ai migliori club tedeschi e addirittura al Tottenham è un 4-3-1-2

In definitiva ci vorrà il Napoli versione deluxe per eliminare questa squadra.

In bocca al lupo Napoli!

 

 

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