La trattativa Osimhen spiegata nelle canzoni di Federico Bulsara da Zanzibar.

“Anto’ fa caldo” si lamentava Luisa Ranieri, bella come non mai in una pubblicità del tè dinanzi alle avances del marito e anch’io mi lamento della calura, in generale non con Antonio, ma con gli Dei, il prossimo, mentre si vive un’estate strana.

Si gioca tutte le sere come negli anni dei Mondiali, ma non sono Notti Magiche.

C’è una Juve che storto o morto pure vincerà lo scudetto, nonostante circolino voci di esonero del Maestro o Comandante dei tempi fuorigrottiani e i tifosi della Juve reputino più adatto dell’ex empolese-sorrentino perfino me, perfino Magrin e Rui Barros come allenatori.

Nonostante si giochi, tanto, male e troppo, il calciomercato riempie le ore.

Ogni anno mi riprometto di non seguirlo, ogni anno mi debbo iscrivere poi al Sert per disintossicarmi da tutte ste voci.

Il mio umore non può dipendere da un Isidoro Venerato o da un Alfredo Pedullà, che ti cazzea pure se su twitter gli chiedi se il cambio agenti di Osimhen (detto anche Osiven..) determinerà problemi nella trattativa, salvo poi dopo ventiquattro ore affermare al popolo internauta che ci sono rallentamenti e le firme sono lontane.

Uno non nasce imparato, ma mi faccio fare sempre fesso.

Un anno fa attendevo James Rodriguez come manco Florentino Ariza nei confronti di Fermina Daza, salvo poi rendermi conto che trattavasi di fosso scansato.

Ma il  calciomercato è come l’amore, ti riduce con un bicchiere di vino rosso in mano a guardare un tramonto mentre pensi ad un sorriso o a un centravanti che prenda il posto di Milik, negli ultimi tempi reso ancor meno cuor di leone del solito dalle problematiche contrattuali.

E allora mi devo affidare a Federico Bulsara da Zanzibar, in arte Freddie Mercury, che così come mi ha consigliato nelle paturnie amorose, così può guidarmi nel capire se dal Lille questo furetto che tutti paragonano a Cavani, Drogba, Weah, Eto’o e pure Canè va’, viene o non viene.

Io mi voglio immaginare un Aurelio De Laurentiis furioso, che recita l’incipit di Flick of the wrist al giocatore, che non può essersi fatto impunemente una vacanza a scrocco nel napoletano:

 

Dislocate your spine if you don’t sign,He says I’ll have you seeing double,Mesmerize you when he’s tongue tied,Simply with those eyes,Synchronize your minds and see,the beast within him rise

Don’t look back, don’t look back It’s a rip off (Ti rompo la schiena se non firmi Dice ti faccio vedere doppio Quando poi tace ti ipnotizza Con quegli occhi oooh Una volta sincronizzate le menti vedrete Sorgere la bestia che è un lui

Non guardarti indietro non guardarti indietro E’ una fregatura Un colpo di polso e sei morto, caro Mandagli un bacio e sarai pazzo

Io voglio credere ad Aurelio nonostante alcuni precedenti , tipo lo show mozzarellesco dei procuratori di Pepè o le fughe in elicottero verso Wanda Icardi, facciano gridare a molti detrattori: Liar Liar ossia bugiardo bugiardo

Vorrebbero questi feroci censori vedere Aurelio contrito nel declamare i seguenti versi:

I have sinned dear Father, Father I have sinned Try and help me, Father Won’t you let me in? Liar Nobody believes me. Liar

Why don’t you leave me alone?Sire, I have stolen, stolen many times Raised my voice in anger  When I know I never should- Liar

Oh ev’rybody deceives me- Liar Why don’t you leave me alone?

Ho peccato Padre, caro Padre ho peccato

Cerca di aiutarmi, Padre..Non mi lasceresti entrare?- Bugiardo

Nessuno mi crede- Bugiardo

Perché non mi lasciate in pace?

Sire, ho rubato, rubato tante volte

Ho alzato la voce nella collera

So che non avrei dovuto- Bugiardo

Oh, tutti mi ingannano- Bugiardo

Perché non mi lasciate in pace?

Ma io ho fiducia in Aurelio, so che adesso starà usando rosa e scudiscio, starà prima gridando al nuovo agente “Gimme the prize” salvo poi calmarsi e recitare il ritornello di Its’a hard life:

La vita è dura

Amarsi veramente l’un l’altro

Amare e vivere per sempre l’uno nel cuore dell’altro

È una lunga e dura battaglia

Imparare a prendersi cura l’uno dell’altro

Fidarsi entrambi dall’inizio

Mi immagino Aurelio in questi giorni convulsi, di accordi raggiunti e non più rispettati, bipolare come Edvard Norton in Schegge di follia o con l’ausilio di Giuntoli, giocare alla tecnica del poliziotto buono, poliziotto cattivo, nell’affrontare questo nuovo agente, questo cattivone di D’Avila che chiede un sacco di soldi di commissione.

Immagino le telefonate a Jorge Mendes, che pare abbia rapporti con l’avido procuratore.

“Jorge, tu che sei amico di Gattuso e che finora mi hai procurato un maxi rinnovo a Ghoulam e una breve sosta di Vinicius a Dimaro, che era forte ma tu non me lo hai detto mai, chiama D’Avila e digli che non posso per il secondo anno consecutivo offrire cene, pranzi a chi non ricambia il mio amore”

Il caldo avanza, per andare al mare bisogna prenotare e allora vado a cercarmi gli stipendi del Liverpool e vedo che Osimhen sarebbe uno dei più pagati, e allora mi dico che ad Anfield non andrà mai,scandaglio twitter alla ricerca di un indizio e leggo di tal David, giocatore del Gent, attaccante come Osimhen, pure bravo, che vuole andare a tutti i costi al Lille e pubblicamente cazzea il suo club attrraverso l’Equipe (da non confondere con l’Equipe 84)

Mi sento Under Pressure, spero che la trattativa si concluda e si possano bollare le voci degli ultimi giorni come “Back Chat”, chiacchiericci inutili o Innuendo, insinuazioni,

 

Io alla fine lo so che Osimhen verrà a Napoli e ogni volta che si avvicinerà alla porta avversaria, nella mia mente risuonerà questa canzone

Ma se putacaso dovesse saltare, ci saranno altri bomber, come dire…The show must go on

Marco Bruttapasta

 

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