Nostalgia di Antonio Fontana e delle sue radiocronache

Antonio Fontana:la voce degli scudetti

Sarà la morte di Luigi Necco a rendermi nostalgico, chissà..mi viene in mente altro di quegli anni.

Se chiedi ad un napoletano che ha vissuto gli anni del primo scudetto, quali radiocronache gli son rimaste impresse citerà forse Ameri o Ciotti , ma anche Antonio Fontana di Radio Kiss Kiss.

Le domeniche napoletane, quando lo spezzatino non era televisivo ma era solo una pietanza, erano rigorosamente accompagnate dalla radiolina sintonizzata sul radiocronista napoletano, la TV sintonizzata su Domenica In per leggere i risultati in sovrimpressione, al massimo ogni tanto con la manopola ci si avventurava su Radio Rai, nelle domeniche in cui Juve ed Inter erano impegnate in qualche partita più dura per loro.

Il miracolo domenicale di Antonio Fontana

Antonio Fontana raccontava il calcio in un’epoca in cui la parola pay per view non esisteva, il canale più satellitare visto a Napoli era Telecapri, e pertanto la partita te la doveva far vivere a te che non avevi fatto le file fuori da Azzurro Service e non avevi voluto vendere il rene a qualche bagarino.

E il miracolo accadeva: Fontana ti faceva vedere Maradona che stoppava di petto sulla trequarti e lanciava Giordano, vedevi il collo-piede del sinistro di Dio, vedevi la sua caviglia, il polpaccio indurirsi, e ti raccontava come il pallone rimbalzava in quel San Paolo privo di sediolini rossi, coperture brutte, regalo di un’Italia 90 dalle notti magiche e dagli intrallazzi ancor più magici.

Ti faceva vedere Bagni andare paonazzo dall’arbitro a protestare, lo sguardo cadente di un Lanese, la faccia dura ma onesta di un Agnolin, il corpaccione di Garella mentre alzava la gambetta per respingere un tiro che chiunque altro avrebbe bloccato a mezz’altezza.

Vedevi Renica con la sua falcata da fenicottero ricordarsi di essere stato fluidificante prima che libero, avanzare sulla fascia e mettere un pallone rasoterra su cui Diego chissà perché decideva di andare di testa, volto sull’erba.

 

Vedevi Ferrara con il suo volto da Totò giovane, quando la Juve per lui sembrava  una bestemmia, Ferrario e il suo fisico da cancelliere di Castel Capuano solo con accento lumbard, Bruscolotti con il suo volto duro, torvo che poteva stare nel film di Tornatore, quello con Ben Gazzara che insegnò in quei mesi a tutti che : “O Malacarne è nu guappo di cartone…”

Quando il Napoli segnava lo capivi dalle grida: Gol del Napoli, gol del Napoli…oppure concludeva un periodo lunghissimo sincopato gridando: Ed il goal!!!!

Non aveva formulette preconfezionate,era semplicemente spontaneo.

Il guaio è che quando segnava la squadra avversaria, era talmente affranto da dirlo con un filo di voce, e spesso realizzavi dopo minuti che il risultato era cambiato.

Successe con il primo goal di Virdis, in quel nefasto primo maggio 1988.

La palla finì lemme lemme in rete, dalle sue corde vocali uscì un microscopico goal e per cinque minuti buoni mi cullai in un rassicurante zero a zero.

Ma ora basta immaginare, dovete ascoltare.

Marco Bruttapasta

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