Napoli, i 10 calciatori flop della storia recente

di Guglielmo Iezzi

La rocambolesca e bellissima vittoria arrivata contro il Chievo Verona, porta la firma di Arkadiusz Milik e Amadou Diawara. Due gol in quattro minuti griffati da due calciatori che non sono riusciti ancora a essere stabili protagonisti al 100% nel Napoli di Sarri. Il polacco è stato pagato 32 milioni di euro, ma in 2 anni ha subito due gravissimi infortuni al crociato riuscendo comunque a realizzare 7 reti in 25 presenze. Diawara nonostante i piedi buoni e uno strapotere fisico non è ancora un titolare inamovibile, ma a 21 anni da compiere, è qualcosa in più di una promessa. Ma quali sono i 10 calciatori azzurri che negli ultimi 35 anni hanno disatteso le aspettative? In qualche caso erano troppe le attese di una piazza sempre in cerca di idoli e gioie, talvolta costo, palmares e carriera lasciavano sperare in qualcosa di meglio, qualcuno aveva un potenziale che nessun allenatore ha saputo far rendere al meglio, qualche nome ha floppato solo a Napoli. Alcuni di loro resteranno un mistero irrisolto.

Andrea Silenzi, una doppietta alla Juve e poi nel limbo

Andrea Silenzi dopo aver fatto sfracelli con la Reggiana, arriva in un Napoli ancora competitivo e gioca con Ferrara, Alemao, Careca, Zola e Maradona. Ci resta 2 anni, dal 1990 al 1992, ma non senza lascia il segno nonostante le aspettative e un biglietto da visita mostruoso: doppietta all’esordio in supercoppa italiana in un 5-1 alla Juventus.

Benny Carbone e quella frase di Boskov

Benito Carbone: stagione 1994-1995, dopo Zola è il nuovo erede della 10 di Maradona. La maglietta pesa, ma le qualità sono stratosferiche. Basta rivedere un suo gol in Napoli-Reggiana per apprezzarne il talento, ma anche quello che non è stato. Spesso inconcludente e poco incisivo, la miglior definizione di lui, la diede Boskov: «Carbone con sue finte disorienta avversari, ma anche compagni».

La meteora Asanovic

Alioscia Asanovic, ad onor del vero, nel Napoli del 1997-98 non è la stella più brillante del calciomercato. C’è infatti Jose Louis Calderon: 75 goal in 5 anni nel campionato argentino, 7,5 miliardi di cartellino. Finirà con 6 presenze e zero gol. In quella squadra che cambierà 4 allenatori retrocedendo con la miseria di 14 punti, Asanovic però resta un alieno dalla parabola stranissima. Nella nave che affonda, si distingue sia per i piedi buonissimi, sia per una lentezza che risulterebbe imbarazzante anche a biliardo. Il brutto anatroccolo di Napoli, però, si trasforma in cigno nell’estate di Francia 98 dove risulterà uno dei migliori centrocampisti del mondiale trascinando la Croazia al terzo posto.

Shalimov e il video per cercare squadra

Igor Shalimov, nel maggio 1998, è in scadenza col Bologna: il russo annuncia con un video su internet di essere alla ricerca di una nuova squadra. Primo calciatore in Italia a fare qualcosa di simile si accasa a Napoli con questo curriculum: cittadino onorario di Zemanlandia, vincitore di una coppa Uefa con L’Inter, 33 presenze e 5 marcature nell’esperienza emiliana. Sembra l’uomo giusto per tornare subito in A. Invece 2 gol in 19 presenze (9° posto) e una squalifica per doping con un’alibi quasi peggio del dolo (colpa di uno shampoo, disse).

Galletti, due gol in 11 partite

Luciano Galletti arriva via Parma nella sessione invernale del 1999-2000, fiducia e speranze, ma forse più un mix di aspettative e nostalgia come succede per tutti gli argentini che transitano da Napoli. Un contributo minimo alla risalita in A con 2 gol in 11 presenze. Ceduto senza rimpianti a fine stagione.

Quiroga, dallo scudetto in Portogallo alla retrocessione col Napoli

Difficile dare una valutazione oggettiva dei calciatori del Napoli retrocesso in serie B nella stagione 2000-2001. Gente che iniziò la preparazione con Zeman e finì il campionato con Mondonico: praticamente gli antipodi. Facundo Quiroga arrivava da uno scudetto con lo Sporting Lisbona, era bravo a far ripartire l’azione e mostrava un buon tocco di palla ma come difensore aveva più di una lacuna. Ceduto l’anno dopo.

Edmundo «O’ Animal»

Nello stesso anno di Quiroga arriva anche Edmundo, ma con una differenza. La bella carriera a Firenze , le performance successive in Brasile e l’acquisto in tandem con Amauri nella sessione invernale lo fanno sbarcare a Napoli con le stimmate del salvatore della patria. Quattro gol in 17 partite, incluso quello che poteva essere decisivo nell’ultima giornata se il Parma non avesse vinto a Verona, non furono manco pochi, ma meno delle aspettative e comunque inutili. Negli ultimi anni ha avuto problemi giudiziari.

Gatti, un talento inesploso

Fabio Gatti. Forse è il nome più inatteso di questa lista. Ma si può spiegare: nel 2002 è già nel giro della nazionale under 21, nel 2003 si fa conoscere in Europa dove trascina il Perugia fino agli ottavi di coppa Uefa. Nel 2004 è tra i migliori prospetti di campioncino in Italia. Per questo diverrà il primo acquisto importante dell’era De Laurentis insieme con il pampa Sosa per risalire subito dalla serie C. Non andrà così e Gatti non esploderà mai, né a Napoli, né altrove. Il suo guizzo più celebre, infatti, rimane la scelta della maglia 44.

Sam Dalla Bona, un carriera di alti e bassi

Samuele dalla Bona: probabilmente la sua carriera è la più esemplificativa di questa lista. A venti anni gioca, segna, vince e convince a livello internazionale nel Chelsea di Vialli. Poi arriva in patria ma sempre con una grande. Nel Milan gioca molto meno ma continua a vincere e in quella Champions vanta 6 presenze. Scende di livello, ma a Bologna riprende a giocare. Ancora un gradino in basso, ma a Lecce ricomincia a segnare. Arriva la Sampdoria, alti e bassi, poi il passaggio di categoria in B con il Napoli. Si pensa che la sua esperienza sia utile alla squadra e l’ambiente possa consacrarlo definitivamente in un età matura. Resterà una promessa non mantenuta.

Uvini ora gioca nel campionato Saudita

Bruno Uvini, con l’under 20 brasiliana vince un campionato mondiale sudamericano, un mondiale under 20 e l’argento alle Olimpiadi 2012. Dimostra stazza, tempismo, senso della posizione, ma solo fino a quell’anno. Infagtti nel Napoli del 2012 non vede il campo, così come a Siena dove viene ceduto in prestito. Stessa sorte nei due anni successivi dove verrà impiegato una sola volta prima di essere ceduto in prestito a gennaio. Dopo un’esperienza in Olanda, oggi gioca nell’Al Nassr. Campionato saudita a 25 anni. Forse Mazzari aveva ragione.

Un lungo elenco da completare
Tutte le liste sono parziali e incomplete. Figurarsi quanto può esserlo un elenco sul calcio, materia dove ogni tifoso è portatore di un credo assoluto che genera tante verità inconfutabili per quanti sono i supporters di una squadra. Certamente qualche altro nome è rimasto fuori ma è degno di menzione in questa postilla, 5 su tutti: Massimo Agostini, Nicola Caccia, Igor Protti, Gockhan Inler, Mirko Valdifiori.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

 

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