Diego, è colpa di Lev Yashin

Questo incontentabile di Lev Yashin sta facendo i capricci con Dio e lo sta convincendo un po' troppe volte. Buona lettura

Caro Lev Yashin, proprio come Diego Armando Maradona, hai scelto di andartene a 60 anni. Hai vinto un pallone d’oro e sei il miglior portiere dell’Aldilà.

Mano mano, hai chiamato a te Bobby Moore, Alfredo Di Stefano, poi Raymond Kopa, Eusebio, Mariolino Corso, Pietruzzo Anastasi, Pierino Prati, Giacinto Facchetti, George Best e Johan Cruyff. Avevi già trovato Garrincha, ti ha accolto con un dribbling dei suoi. E c’era un Gigi Meroni rodatissimo. C’erano anche Gaetano Scirea e gli Invincibili del Grande Torino. Poco dopo la tua ascesa in cielo, è salito anche Gianni Brera, che è diventato il cronista ufficiale di Dio.

Gianni Mura ha deciso di raggiungervi e non ha voluto aspettare Diego. Tu Lev Yashin, nel frattempo hai voluto Harry Gregg per avere un avversario degno. A guidare la tua squadra c’è il Colonnello Lobanovsky e dal Paron Nereo Rocco. L’altra squadra è invece guidata da Michels e Clough.

Prima di farti mettere gli scarpini, Gianni Brera ti ha accolto con una descrizione delle sue: «Maradona è la bestia iperbolica, nel senso infernale, anzi mitologico di Cerbero: se fai tanto di rispettarlo secondo lealtà sportiva, lui ti pianta le zanne nel coppino e ti stacca la testa facendola cadere al suolo come un frutto dal picciolo ormai fradicio. È capace di invenzioni che forse la misura proibiva a Pelè, morfologicamente irregolare nei soli piedi piatti, peraltro funzionali nella bisogna pedatoria. Maradona è uno sgorbio divino, magico, perverso: un jongleur di puri calli che fiammeggiano feroce poesia e stupore (è dei poeti il fin la meraviglia). Talora uno dei suoi piedi serve fulmineamente l’altro per una sorta di paradossale ispirazione atta a sorprendere: ma quando vuole, questo leggendario scorfano batte il lancio lungo che arriva, illumina, ispira: capisci allora che i ghiribizzi in loco erano puro divertissement: esibizione per i semplici: se il momento tecnico-tattico lo esige, in quelle tozze gambe animate dal diavolo entra solenne il prof. Euclide. E il calcio si eleva di tre spanne agli occhi di coloro che, sapendolo vedere, lo prediligono su tutti i giochi della terra».

Evidentemente non ti bastavano la foglia morta di Mariolino, i colpi di testa di Charles, il sinistro anarchico di Sivori, la Cruyff draai, i dribbling ubriacanti di Best e Garrincha, le incursioni sguscianti dei nostri bomber azzurri. Hai insistito con Dio, hai voluto il Diez e lui ti ha accontentato. D’altronde, come scriveva Menandro, muor giovane colui che gli dei amano. Caro Lev Yashin, a quanto pare questi dei erano particolarmente affezionati a voi.

Adesso hanno preparato una barriera a pochi metri dalla porta, formata Facchetti, Moore, Scirea e Valentino Mazzola. Diego sta aspettando il tocco del dottor Socrates. Attento Ragno, che questo argentino tarchiato e dal sinistro d’oro è stato capace di togliere le ragnatele dal sette proprio da quella posizione…

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