Cosa ci ha detto Parma-Napoli

Ecco cosa abbiamo appreso da un Parma-Napoli a due volti. Vediamo le cose positive e cosa manca alla squadra di Gennaro Gattuso

Il Napoli esce dall’esordio del Tardini con tre punti che regalano entusiasmo e una convinzione: ci vuole un centrocampista!

Dopo un primo tempo soporifero come alcune lezioni universitarie di Consorzio Nettuno, nel secondo tempo Gattuso abbandona il 4 3 3, inserisce Osimhen per un 4-2-3-1 che manda in tilt il Parma di Liverani.

Ma ci saranno avversari più probanti e non sempre potremmo permetterci il lusso di un duo Ruiz-Zielinski dietro quattro attaccanti, pena il ritorno a certi pomeriggi tachicardici vissuti con Ancelotti. Ci vuole un Veretout, ma le schermaglie tra Roma e Napoli per Milik non depongono a favore del buon esito della trattativa.

Basterebbero i Matuzalem e i Miceli dei tempi di Novellino, ma in caso di mancato arrivo del francese ex Fiorentina, bisogna aguzzare l’ingegno sul mercato. C’è un Bakayoko già avuto da Gattuso al Milan, c’è un Naingolann che è in uscita dall’Inter. Addirittura si potrebbe pensare a De Paul, non ancora accasatosi a Leeds, che in Nazionale ha vestito con successo i panni del centromediano.

Oltre alla nziria da centrocampista, Parma fa nascere un’altra convinzione: Koulibaly deve rimanere! Non vi è il tempo per rimodulare una squadra con gli introiti del senegalese e, inoltre, da Psg e City non stanno arrivando offerte adeguate al valore del giocatore.

Con Koulibaly e un simil-Veretout, questo Napoli non lotterà per lo scudetto ma può ampiamente essere competitivo per la terza piazza.

Marco Bruttapasta

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