SuperLega, cosa può succedere?

SuperLega, ecco tutti gli scenari: ecco cosa può succedere

I club più ricchi d’Europa hanno fatto deflagrare una vera e propria bomba, dando vita alla SuperLega. José Mourinho, oppostosi alla decisione del Tottenham, è stato esonerato. Ceferin, presidente della UEFA, si è scagliato contro Andrea Agnelli ed Ed Woodward. Una svolta epocale, ma con tanti scenari che potrebbero materializzarsi.

Il format previsto

Per adesso hanno aderito 12 club. Se ne aggiungeranno altri 3 come fondatori, mentre la competizione prevederà 20 club. Queste squadre saranno selezionate annualmente in base ai risultati conseguiti. Lo svolgimento del torneo sarebbe il seguente.

  • Come nel caso delle competizioni UEFA, le squadre si affronterebbero settimanalmente. Le compagini verrebbero divise in 2 gironi da 10 squadre. Le prime 3 si qualificherebbero automaticamente ai quarti. Le quarte e le quinte giocheranno una sorta di ottavo di finale. Le vincenti raggiungeranno i quarti.
  • Verrebbe mantenuto il formato a eliminazione diretta. Partite di andata e ritorno fino alla finale. Quest’ultima sarebbe in gara unica e potrebbe avere luogo fuori dall’Europa.

Scenario 1: accordo con UEFA e FIFA

La premessa è doverosa. La mossa della creazione di questa SuperLega non è solo per mettere pressione a FIFA e UEFA. C’è dietro JP Morgan e il giro d’affari e imponente. Questi club hanno il coltello dalla parte del manico a livello economico. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda competizioni locali e di squadre nazionali.

Un accordo converrebbe, ma le posizioni sono distanti. Entrambe dovrebbero venirsi fortemente incontro. La Champions fattura meno della NFL, pur avendo un pubblico di quasi 10 volte superiore. Qualcosa non ha funzionato. Vanno tuttavia trovati sponsor e introiti. Platini ha dato spazio alle piccole federazioni. In caso di accordo, queste ultime verrebbero comunque spazzate via. La nuova SuperChampions dovrebbe comunque garantire un indotto importante.

D’altronde la federazione internazionale dei calciatori professionisti si è espressa contro la competizione. Bayern e PSG (quest’ultima per interessi correlati ai Mondiali in Qatar) non hanno aderito alla lega. Joao Cancelo, Ander Herrera e Bruno Fernandes sono alcuni dei calciatori di top club che hanno proferito parole a sfavore della SuperLega. Jurgen Klopp ha affermato che si dimetterà da tecnico del Liverpool qualora la società dovesse continuare a perseguire il proprio intento di partecipare alla competizione.

Scenario 2: esclusione dai campionati per le aderenti. SuperLega che parte

I 12 club aderenti alla Superlega stanno rispondendo, con lettere sottoscritte dai rispettivi legali, alla minaccia di causa per danni avanzata dalla Uefa. Sono state inviate lettere ai presidenti di UEFA e FIFA, avvisati di aver presentato i rispettivi dossier in tribunale.

Ciò, tuttavia, non elimina il problema dell’esclusione dei campionati. Alle leghe locali non conviene perdere i top club, ma neanche tutte le altre. La Lega Serie A sarebbe una di quelle a ritrovarsi tra due fuochi. L’indotto dai diritti TV sarebbe minore. Le squadre di A non partecipanti alla SuperLega beneficerebbero comunque di questo indotto, spartendosi la torta tra loro. Una torta inferiore, ma che potrebbe essere proporzionale.

La UEFA ha scelto la strada della guerra. Ceferin ha annunciato ripercussioni contro i 12 club. E Andrea Agnelli aveva fatto battezzare la figlia proprio dal numero uno della massima organizzazione europea per club! Questi club non parteciperebbero alle competizioni UEFA. I calciatori non potrebbero andare in nazionale. Scenario comunque remoto. Ragion per cui tutto fa pensare a un accordo.

Scenario 3: una nuova SuperChampions, ma sotto quale egida?

La Champions potrebbe essere ulteriormente rivoluzionata. Con buona pace delle piccole federazioni. Non è affatto un’ipotesi peregrina pensare a una Champions League, con più fette della torta da spartirsi tra le big. L’Italia è in primissima linea, così come Spagna e Inghilterra. Proprio la Premier spingerà per avere più squadre nella competizione.

Non entrando nel merito della giustizia e della bellezza della competizione, certamente un torneo con Tottenham, Roma, Siviglia e Arsenal al posto di Stella Rossa, Ferencvaros, Cluj e Krasnodar (nomi indicati a mero titolo esemplificativo) porterebbe un indotto decisamente maggiore.

Non ci sarebbe da sorprendersi, pertanto, se tra qualche edizione della massima competizione europea per club, assisteremo a un format modificato e alla presenza di almeno 25 squadre provenienti dai campionati europei principali. La nuova Conference League potrebbe invece venire in soccorso delle piccole federazioni.

E, naturalmente, qualora la Champions venga rivoluzionata per venire incontro alle varie parti in causa, l’ipotesi di alcune partite fuori dall’Europa (Cina, Qatar, Singapore, USA, Australia, etc) non sarebbe per nulla campata in aria.

Resterebbe da capire sotto quale egida verrebbe mantenuta la Champions. E se JP Morgan entrasse in questo progetto? Ovviamente con un compromesso tra il format SuperLega e quello della nuova SuperChampions, prevista per il 2024.

E la Serie A?

Naturalmente sta regnando il caos. Situazione ancora più spinosa per i campionati nazionali. Se la SuperLega dovesse prendere piede, i club di Serie A esclusi si batterebbero per l’esclusione dal campionato degli aderenti alla nuova competizione europea.

Qualora le squadre partecipassero, ci sarebbe un problema di fondo. Con 18 partite garantite per ciascun club, e l’obbligo di prevedere slot per le italiane, in caso di passaggio turno, non ci sarebbe spazio per disputare 38 partite di Serie A! Questo anche se aumentassero le partite fisse di Champions. La matassa non sarebbe certamente sbrogliata alla luce del fatto che una riduzione delle compagini di Serie A non è attualmente contemplata.

Ci aspetta, pertanto, un vero tsunami anche nei fatti, oltre a quanto sta succedendo nei comunicati. La cosa certa è che uno scenario gattopardiano non è assolutamente contemplabile.

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