UN NAPOLI PRESSANTE

Di Valeria Iuliano

UN NAPOLI PRESSANTE

La stagione 2019/2020 del Napoli sarà incentrata su una chiave tattica rilevante e al tempo stesso rischiosa, se non effettuata correttamente, nonché dispendiosa: il pressing.

TIMING – Il recupero palla offensivo, come azione collettiva, pressing, prevede una cura maniacale del timing, sia per le singole pressioni sia per la marcatura degli appoggi o per la copertura degli spazi (così da intercettare palla).

POTENZA METABOLICA – Parlo di azione dispendiosa, ma non sempre!

Guardiola ha introdotto la regola del recupero palla entro i 5 secondi in allenamento per rendere efficace il pressing. Più che i meriti a Guardiola, andrebbero riconosciuti al suo staff: quei 5 secondi, infatti, sono uno slogan che nasconde precisi approfondimenti di match analysis quantitativa. Si è dimostrato che – entro i 6 secondi – la riaggressione, pur richiedendo un’elevata potenza metabolica, induce ad un dispendio energetico più basso sia dell’azione manovrata sia della linea d’attesa.

Dal punto di vista fisico la riaggressione, se effettuata in quel breve lasso di tempo, sembra essere la scelta più corretta. A causa dell’elevata intensità richiesta dall’applicazione di quel principio, oltrepassare quella soglia temporale significa aumentare ovviamente il dispendio energetico.

IL NUOVO NAPOLI

Il nuovo Napoli targato Carlo Ancelotti, versione 2.0, intenderà portare un’innovazione al classico pressing visto in Italia come “tradizionale” tattica di difesa, ossia verrà utilizzata come arma per innescare fatali transizioni offensive. Non sarà più il Napoli che recupererà palla per far possesso, bensì sarà la squadra che punterà a contrattaccare rapidamente la porta avversaria.

Manolas e Koulibaly giocheranno un ruolo fondamentale, perché attraverso aggressive marcature uomo su uomo, alle spalle della pressione dei reparti più avanzati, potranno accettare situazioni di parità numerica.

Piccola precisazione su Manolas: la nuova regola sul rinvio dal fondo incentiverà sì la costruzione dal basso, ma allo stesso tempo anche il pressing avversario ultra-offensivo.

Quali saranno i possibili scenari?

– Singola pressione individuale avversaria su Manolas in possesso, il quale, essendo l’uomo arretrato meno abile nella gestione della palla, potrà essere maggiormente indotto in errore;

– negare a Manolas gli appoggi e lasciargli libera la prima impostazione, qualità nella quale non eccelle.

Il Napoli, che concepisce oggi un sistema di gioco fluido, del quale ho spesso parlato, riuscirà a modellarsi in funzione dell’avversario, così anche nell’attuazione del pressing.

In questa ottica, quindi, vedremo un Napoli camaleontico, intelligente, che troverà il giusto espediente tra controllo degli avversari e degli spazi.

Valeria Iuliano

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