No Higuain bis

 di Valeria Iuliano 
Lo straordinario rendimento di alcuni giocatori del Napoli in questi anni ha inevitabilmente attratto club blasonati e facoltosi, disposti a spendere cifre monstre per acquisire le prestazioni sportive dei migliori giocatori partenopei.
Tra questi, senz’altro son saliti agli onori della cronaca sportiva i capisaldi di difesa e centrocampo: Koulibaly e Allan.
Per il leader della difesa azzurra, pare che la società di Aurelio De Laurentiis non voglia accettare meno di 120 milioni di euro. Le offerte, per il centrocampista brasiliano, che non hanno soddisfatto le richieste del Napoli, sono pervenute già durante il mercato di riparazione e si aggirano intorno agli 80 milioni di euro: si prospetta un asse Parigi-Napoli bollente questa estate.
I RISCHI – Una delle maggiori difficoltà del club azzurro è quella di operare sul mercato con efficienza ed efficacia. Il tutto si complicherebbe qualora il Napoli attendesse la formalizzazione di una cessione eccellente, intervenendo solo successivamente sul mercato per le operazioni in entrata.
Per quale ragione? Si andrebbe a depauperare l’importo derivante dalla cessione eccellente, riducendone il potere d’acquisto. 
Un po’ come successe con Higuain: conoscendo la somma ingente incassata dal Napoli, tutti coloro che si interfacciarono con la società partenopea giocarono eccessivamente al rialzo (Maksimovic 25 mln di euro tra prestito oneroso e riscatto). Da qui nacque una campagna acquisti insoddisfacente, a causa dell’impoverimento della clausola risolutiva di Higuain: quei soldi non sarebbero mai bastati a rinforzare per davvero la rosa; ogni venditore non avrebbe fatto altro (cosa accaduta!) che duplicare le proprie richieste economiche rispetto al reale valore calcistico dei giocatori stessi, essendo conscio, il venditore di riferimento, delle possibilità economico-finanziarie del Napoli.
STRATEGIA OPERATIVA – Oggi il Patron degli Azzurri non può permettersi una strategia operativa soccombente: anticipare e prevedere il comportamento degli avversari è una necessità che ormai non attiene esclusivamente al rettangolo verde.
Quale potrebbe essere la miglior soluzione tra esigenze tecniche impellenti e rispetto dei requisiti di equilibrio economico ed equilibrio finanziario?
Anticipare innanzitutto le operazioni in entrata ben prima del diffondersi della notizia della cessione eccellente (no-depauperamento clausola).
Ciò non basta, perché si rischierebbero di acquistare giocatori importanti senza avere certezza della conclusione dell’operazione in uscita.  Sotto il profilo economico-finanziario, quindi, il Napoli potrebbe pensare di cautelarsi con eventuali prestiti onerosi, riscattando i giocatori a fine stagione prima della chiusura del bilancio di esercizio, anche pagando un po’ più del dovuto i giocatori stessi. 
I più attenti, ma ignari del maleficio normativo che spiegherò in seguito, parlerebbero anche in questo caso di depauperamento della clausola risolutiva: non è così.
Quando si parla di “obbligo”, in relazione al riscatto, si fa riferimento ad una nomenclatura più giornalistica che ad una corretta definizione giuridica: chi vende obbliga, in maniera informale, la controparte ad acquistare un calciatore. Sì, in modo del tutto informale: se chi acquista viene meno a ciò che teoricamente viene definito “obbligo di riscatto”, il venditore in quel caso non può facilmente adire le vie legali. 
L’obbligo di riscatto, infatti, non è previsto in nessuna norma della FIGC, dell’UEFA o della FIFA.
L’assenza di una regolamentazione, che tuteli in tal senso i diritti di venditore e compratore, determina anche la possibilità di ridiscutere, senza conseguenze, eventuali accordi presi in precedenza, come l’importo del riscatto stesso.
Una strada complessa da spiegare, più che da intraprendere ed attuare, al solo scopo di non perseverare in errori passati.
Guardare indietro serve soltanto a non sbagliare più: no Higuain-bis…va’ avanti, Napoli!

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