CARDARELLI ASPETTACI!

Storie di calcio minore giovanile.

Mi sono molto legato a questi ragazzi.
Li ricordo i risolini di scherno a inizio stagione…
Se fate un punto in tutto il campionato è grasso che cola!
Non abbiamo obiettivi importanti, solo il direttore sportivo Matacena c’è vicino davvero, già il Presidente D’Auria ha fatto un grande sforzo ad allestire la Juniores (Under 18), per il resto è Lucio Nugnes, il mister, contro tutti. E noi con lui. Non ci interessa vincere il campionato, o fare i play-off. Ci interessa solo che i nostri ragazzi si sentano orgogliosi di se stessi.
Sette sconfitte consecutive, un pulcino tra i pali sotto età, carrettate di gol.
Eppure in embrione la squadra c’era. Ma non avevamo un attacco. La difesa era fragile. Il centrocampo soprattutto inesistente. Dietro però c’erano Luca Mignone e Gemma, i due capitani. Maietta che correva come un dannato. Varriale là in mezzo da solo era isterico, Casolla in attacco un toro che sbuffava a vuoto.
Ma erano la base di una buona squadra.
A Natale la svolta: Matacena ci porta un regalo meraviglioso, anzi una Maravilha, anzi Festa Maravilha. E lì in mezzo tutto cambia.

Ora siamo una squadra. Risaliamo, altroché risaliamo. Di punti ne abbiamo 16, e stanno per diventare 19.
Sì, perché stiamo vincendo anche il derby del Kennedy, con gli amici della Neapolis.
Mancano pochi minuti alla fine, e quel mattocchio di mio figlio, Giorgino il Giaguaro fresco vincitore del torneo liceale e del titolo di miglior portiere, ottimamente torturato da Mister Strazzullo in settimana, ha mandato al Monaldi me e Lucio per fibrillazione atriale, uscendo di piede fuori area per salvare un calcio d’angolo.
Viene subito aggredito in pressing. Lui che fa? Rinvia? Non può, ha troppo la palla sotto per prendere la rincorsa.
La butta in fallo laterale, ovvio no? Macché, lui ormai con i piedi si sente Falcao, la mette di fino in mezzo al traffico sui piedi di Bruno Massa che ne ha due addosso.
Se Bruno sbaglia lo stop segnano a porta vuota.
Ma Bruno non sbaglia e il Monaldi può aspettare.
Mancano 3 minuti alla fine, recuperiamo palla in difesa. Punizione per noi.
Noi genitori friggiamo, dietro di me uno di noi urla al colosso Nathan che sta per batterla: calmaaaaaa. Nathan invero è calmissimo, gli agitati siamo noi.
Io, attaccato alla rete manco fossi Palummella, mi giro e grido: e che cazzo, mi state facendo venire un’ansia pazzesca, i ragazzi sono calmi, calmatevi voi, altrimenti mi mandate al Cardarelli così.
Di rimando: allora prenota due letti vicini. Per te e per Lucio.

Che è tarantolato. Ha abbandonato la panchina e va verso il fondo campo. Ma fosse che va per asparagi? Poi torna indietro. Uno spettacolo.
Lucio, vienatenn’, ci aspetta l’ambulanza. Tenimm’ due lettini core a core ‘o Cardarelli! Gli grido.

L’arbitro fischia. Abbiamo vinto!

Il rigore di Gemma su fallo procurato di Festa, il gol a cucchiaio del Toro Casolla, su cui abbiamo soffiato – per tanto era lento il pallone che non entrava -, due parate strepitose di Giorgio, Mastro là dietro con Luca insuperabile, Bruno Massa che dopo aver sofferto l’11 in maniera indicibile salva la porta a corpo morto su una diagonale strepitosa, loro che sbagliano un rigore, scheggiano la traversa su punizione procurata dalla capa per spartere le recchie al secolo Varriale come sempre ammonito, accorciano di spizzata di testa e ci mettono sotto fino al fischio finale. Con la traversa che Festa, novello Tomba che slalomeggia e scarta tutti, colpisce, che vibra ancora. Tutto finito.

4 vittorie in 5 partite nel girone di ritorno, Lucio che 19 punti l’ultima volta li aveva fatti nel 19…19!

Tutto finito, sono le 14,30 e non andiamo a casa, inebriati e contenti, a commentare.

Il telefono vibra: né, ma vi volete ritirare, la parmigiana di carciofi è pronta da un pezzo, ‘o raù pure, ma m’avite intussicà pure ‘a domenica con stu maledetto pallone?

La mamma chiama, sta incazzata nera.

Ma noi ‘amma vinciuto. Cardaré, sai che c’è di nuovo? I due lettini astipali per due malati veri, poverini.

Nui tenimm’ n’ata malattia: ‘o pallone! Finché c’è pallone c’è vita.

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