IL MERCATO ED IL PARADISO

Il Napoli di ieri con Ghoulam e Milik si può definire il nuovo Napoli titolare, con il solo ballottaggio tra Hysaj e Malcuit e Maksimovic per Albiol, in attesa del rientro dello spagnolo che resta il titolare.
È di tutta evidenza che resistono della vecchia guardia dei tempi di Benitez i soli Insigne e Callejon, in attesa del rientro di Albiol, da 6 anni a Napoli, seguiti da Ghoulam, che deve ancora lavorare tanto per tornare se stesso (5 anni e mezzo) e il grande Kalidou Koulibaly (5 anni).
Allan e Hysaj fanno parte del ciclo di Sarri della prima ora (4 anni).
Hanno trovato spazio – dell’era Giuntoli – Zielinski, Milik e Maksimovic, in attesa di Albiol (3.o anno) e Meret e Fabian Ruiz (1.o anno).
Come appare probabile, uno dei protagonisti del Napoli di questi anni, Mertens (6 anni anche per lui) sta scivolando fuori dal giro dei titolarissimi, e probabilmente sarà la seconda rinuncia dolorosa della rifondazione (il terzo potrebbe essere Albiol per raggiunti limiti fisici ed anagrafici).
Altri acquisti di Giuntoli non riescono ad emergere (Diawara, Rog – che addirittura è stato costretto ad emigrare per giocare – Verdi e Ounas), mentre mantengono un buon livello di competitività con i titolari Ospina (e Karnezis), Malcuit e Mario Rui, tutti arrivati sotto la gestione Giuntoli.
La situazione non è affatto drammatica ma complessa di sicuro, si tratta di rifare la spina dorsale della squadra: centrale di difesa, centrocampista centrale, punta centrale, attorno ai quali far sbocciare i talenti attuali (Meret, Malcuit, Maksimovic, Ruiz, Zielinski e Milik) innestando quelli futuri (Lozano, Lobotka, Fornals?), mantenendo qualche giocatore esperto (Callejon) e provando a resistere a cessioni dolorose (Koulibaly e Insigne più di Allan) che temo siano quasi obbligatorie per almeno una delle tre pedine titolari attuali per reperire le risorse necessarie alla rifondazione.
Potranno eventualmente anche partire giocatori non del tutto convincenti (Verdi, Rui e Hysaj) che hanno comunque un appeal di mercato, senza dimenticare Inglese che può servire a reperire altre risorse importanti.
Sarà il mercato più difficile dell’era De Laurentiis, perché un ciclo volge al termine, ma non fasciamoci la testa.
Ancelotti da questo punto di vista è la migliore garanzia, la base è buona, potenzialità ce ne sono, giocatori in rosa che possono esplodere a livelli importanti pure, e credo che De Laurentiis stia lavorando alla crescita del fatturato strutturale per rispondere all’avanzata delle milanesi e delle romane.
La pazienza apre le porte del Paradiso: ed io ne ho tanta, ma da San Pietro ci voglio arrivare, voglio vincere!

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