A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio Umberto Chiariello, è intervenuto con il suo editoriale: “Non arretro neppure di un millimetro rispetto al pericolo arabo. C’è chi ha parlato di un’opportunità perché sono soldi freschi che arrivano e vengono immessi sul mercato europeo, specialmente quello italiano che ne ha bisogno, che tutto sommato portano via giocatori usurati. Questa tesi non l’ho mai condivisa, anzi, condivido molto di più quanto dice Alessandro Giudice al Corriere dello Sport, cioè che il pericolo arabo è molto più pericoloso di quello che fu il pericolo cinese. C’è una mutazione genetica nel mondo arabo che si è sempre basato sul petrolio e poco più. Oggi, i Paesi Arabi si vogliono occidentalizzare, puntare su business alternativi e creare una Premier League d’Asia, di alto livello. Questo fa sì che si crei un’anomalia: quando ad un giocatore si offrono cifre di 10-12 milioni all’anno, il mercato viene drogato. Su questo scenario non basta l’intervento FIFA o UEFA, bisogna far intervenire i Governi, perché così come fatto con le macchine asiatiche, bisogna far sì che anche le risorse arabe vengano limitate. In questo scenario, però, il Re Mida Aurelio De Laurentiis si troverà un bel problemino da affrontare: al di là di Osimhen, c’è da trovare il sostituto di Kim che verrà scelto nei prossimi giorni. Questa calata degli arabi, per il Napoli, potrebbe essere positiva: potrebbe trovare gli acquirenti giusti per liberarsi di 3 uomini che, per la politica societaria, è giusto che vadano via. Argine agli arabi, ma se vengono a portarci via Mario Rui, Zielinski e Lozano non mi strappo le vesti”.
