A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio Umberto Chiariello, è intervenuto con il suo editoriale: “La conferenza stampa di Palazzo Petrucci a distanza di 12 mesi o qualcosa in più. Era il 30 maggio dell’anno scorso quando alla mia domanda provocatoria rispose: ‘Faremo di tutto per vincere lo scudetto’. A distanza di un anno e qualche giorno, è tornato sul luogo del misfatto ed ha detto che proverà ad aprire un ciclo, come giusto che sia, perché la squadra è forte, ha vinto con distacco ed ha precisato che non intende vendere nessuno, semmai aggiungere qualcosa. È vero? Bugia? Non ha detto tutta la verità, Kim va via, ha già salutato. Ci dispiacerà, è stato il miglior difensore della Serie A con un solo campionato, ma va trovato un sostituto. Osimhen non vuole venderlo, dovrà ragionare col procuratore e capire come allungargli il contratto. Ci sono, poi, nel mirino delle cessioni Lozano e Zielinski che, però, pare essere intenzionato a venire incontro alla società pur di rimanere, perché molto legato alla maglia. Il tema principale, però, sono i depistaggi di Aurelio De Laurentiis sul tecnico. Abbiamo scoperto che il casting è passato da 20 a 40 allenatori, beato lui, io faccio veramente fatica a pensarli, ma ha dato indicazioni precise. Se volessimo ascoltarle, lui dice che deve prendere un allenatore che fa 4-3-3, quindi sono fuori Gasperini, Juric, Conte e Conceição che fa parte anche di un’altra lista, quella di non voler pagare clausole rescissorie a nessuno. Con lui, anche Nagelsmann. ‘No agli ex’, Sarri e Benitez quindi sono esclusi, ma ha anche aggiunto ‘mai dire mai’. Inoltre, ha aggiunto che non corteggia allenatori che non sono liberi: Thiago Motta, Simeone, Vincenzo Italiano, ma ha anche aggiunto un ‘a meno che’. Chi resta? Suggestione Gallardo; Pochettino, Luis Enrique, Galtier, Fonseca e Garcia. I nomi attuali sono questi. Italiano, nel frattempo, ha perso due finali con l’Inter e col West Ham. L’Inter è più forte e la Fiorentina ha fatto una gran bella figura, ma si è fatta ribaltare; col West Ham ha giocato molto meglio e sono due squadre più o meno alla pari. La Fiorentina prende sempre gli stessi gol, Italiano è l’uomo giusto? Per risultati ottenuti dalla Serie D, ha dei grandi meriti, ma è l’uomo giusto per Napoli? Dopo aver perso due finali, la campagna contro Italiano è già partita. Quando è arrivato Spalletti eravamo o non eravamo diffidenti? Questi maestri del gioco, i vari Spalletti, Sarri, Italiano, De Zerbi, Guardiola, Klopp, alcuni sono monotematici, questa è la mia preoccupazione, non sono capaci di adattarsi alla situazione. Hanno una precisa idea di gioco, spesso un bel gioco divertente, ma non hanno la capacità maniacale di curare i dettagli o quella duttilità mentale di adattarsi a più situazioni. Il fine ultimo del calcio, non è il gioco, ma essere competitivi perché è un gioco agonistico dove conta la vittoria. A volte, lasciare palla agli avversari che non hanno idee, è un modo per farli andare a sbattere e trovare spazi per ripartire. Sono contro tutti coloro che vedono 0-100: il contropiede non è il demonio, ma utilissimo e fantastico. Italiano è bravo, ha ottimi principi di gioco, ma forse non è ancora pronto per una grande squadra. Magari viene a Napoli e fa esperienza e cresce, ma è l’uomo giusto in questo momento? Qui bisogna continuare da campioni d’Italia, servono carisma, abitudine alla vittoria e qualcuno che dia valore aggiunto alla squadra, non uno per sperimentare. Detto questo, Spalletti ci ha smentiti: evviva Spalletti, evviva la smentita”.
