Mentre a Napoli impazza il toto-allenatore per individuare il nome del tecnico che il prossimo anno siederà sulla panchina della squadra campione d’Italia al posto di Luciano Spalletti, in Brasile, ormai da mesi, ci si interroga su chi sarà il futuro selezionatore della Nazionale verdeoro, rimasta senza guida dallo scorso Mondiale in Qatar, avendo l’ex Commissario Tecnico Tite annunciato anzitempo che la sua avventura in panchina si sarebbe conclusa al termine della manifestazione iridata.
È ormai ampiamente risaputo che i vertici federali brasiliani vorrebbero fortemente Carlo Ancelotti, che però, a quanto pare, sarebbe intenzionato a restare per un altro anno a Madrid alla guida del Real… Una scelta sicuramente legittima ma che lascia non poche perplessità, considerato che con le squadre di club il tecnico di Reggiolo ha ormai vinto praticamente di tutto e di più (quattro Champions League, cinque campionati nazionali nelle cinque “top-leghe” europee, Mondiali per Club, Supercoppe e Coppe Nazionali varie), che ha comunque raggiunto una discreta età, che di soldi ne ha già guadagnati abbastanza e, in ultimo ma non per ultimo, che non capita a tutti (e tutti i giorni) di essere cercato dalla Nazionale più vincente al mondo. A ben pensarci potrebbe essere la conclusione fantastica di una carriera altrettanto fantastica, oltretutto, accettando la proposta della Confederação Brasileira de Futebol, Ancelotti potrebbe passare alla storia come primo allenatore non brasiliano della Seleção dopo quasi sessanta anni!
Un altro candidato autorevole potrebbe essere il portoghese José Mourinho, così come sembra che tra i nomi al vaglio della federazione brasiliana ci sia anche quello dell’ex tecnico della nazionale spagnola Luis Enrique (da più parti accostato anche alla panchina dello stesso Napoli…), anche perché con l’ex allenatore dell’Atletico Mineiro Cuca costretto alle dimissioni dal Corinthians dopo meno di due settimane a causa degli strascichi polemici suscitati in Brasile da una vecchia condanna per stupro, con Scolari ormai “marchiato a vita” per l’umiliante 7-1 subito ai Mondiali disputati in casa, con Dorival Junior (vincitore lo scorso anno della Copa Libertadores e della Copa do Brasil alla guida del Flamengo) che si è da poco tempo felicemente accasato al San Paolo, di “grandi nomi” di tecnici brasiliani disponibili non ce ne sono; l’unico al momento libero potrebbe essere l’ex portiere goleador Rogerio Ceni (esonerato pochi mesi fa dal San Paolo), a meno che a breve non diventi disponibile anche Mauricio Barbieri, da gennaio alla guida del Vasco da Gama (neopromosso in massima serie) e attualmente a rischio esonero visto lo stentato avvio in campionato da parte della squadra carioca, ma che tanto bene ha fatto negli anni scorsi alla guida del Red-Bull Bragantino (condotto, due stagioni fa, ad una storica qualificazione ai gironi di Copa Libertadores nonché in finale di Copa Sudamericana) anche se, in tutta sincerità, appare alquanto improbabile che la CBF possa puntare su un tecnico da poco esonerato come Ceni o Barbieri.
Giuseppe Santoro
