A gennaio 2024, oltre all’ormai “famigerata” Coppa d’Africa (in programma dal 13 gennaio all’11 febbraio in Costa d’Avorio), si terrà anche la Coppa d’Asia (che si svolgerà in Qatar dal 12 gennaio al 10 febbraio). In estate, invece, sarà la volta del Campionato Europeo di Germania (dal 14 giugno al 14 luglio) e della “nuova” Copa America, organizzata in maniera congiunta da Conmebol e Concacaf e che vedrà, per la prima volta, la partecipazione di ben sedici selezioni nazionali (alle tradizionali dieci formazioni sudamericane si aggiungeranno anche sei selezioni in rappresentanza dell’America centro-settentrionale); le gare si giocheranno negli Stati Uniti dal 20 giugno al 14 luglio.
Tempo un anno e nell’estate 2025, sempre negli USA, si disputerà il nuovissimo Mondiale per Club allargato a trentadue squadre di cui tanto si sta parlando in questi giorni (oltre alla fase finale dell’edizione 2024/25 della Uefa Nation League), mentre sei mesi più tardi (a gennaio 2026) ci sarà nuovamente la Coppa d’Africa, che da programma si sarebbe dovuta svolgere in Guinea ma che a causa dei forti ritardi registrati nella costruzione degli impianti sportivi si terrà in altro Stato ancora da stabilire; non ci sarà, invece, la Coppa d’Asia in quanto, come gli Europei (e da qualche anno anche la Copa America) la stessa si svolge con cadenza quadriennale. Nell’estate 2026, a distanza di altri sei mesi, sarà invece il turno del Campionato Mondiale di calcio (che tornerà a svolgersi in estate dopo l’edizione invernale del 2022) organizzato congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico…
E nel 2027? Al momento l’unica competizione già in calendario dovrebbe essere la fase finale della Uefa Nation League 26/27 (sempre che nel frattempo non venga soppressa…), ma c’è da scommettere che i “signori che governano il pallone” si industrieranno per inventarsi qualche altro torneo con il quale riempire questo “buco temporale”, in quanto, dopo questa vera e propria “overdose” di calcio internazionale come quella cui saremo sottoposti a partire dal prossimo gennaio e fino all’estate 2026, sarebbe “impensabile” lasciare disputare soltanto due partite in un’estate intera. A quel punto il rischio di una “crisi di astinenza” collettiva da pallone risulterebbe effettivamente concreto!
Giuseppe Santoro
