Un inizio di “temporada” non proprio da incorniciare quella del gioiellino classe 2006 del Palmeiras Endrick, acquistato lo scorso dicembre dal Real Madrid per la cifra record per un calciatore di appena sedici anni di circa 70 milioni di euro tra parte fissa e bonus e lasciato in prestito alla squadra di San Paolo fino al 21 luglio 2024, giorno in cui la nuova stella nascente del calcio brasiliano compirà diciotto anni.
Il ragazzo, che lo scorso anno era stato protagonista di un finale di stagione da urlo (dopo aver incantato sia nelle giovanili del Palmeiras, con sei reti realizzate in sette gare, che in quelle delle varie selezioni verdeoro, realizzando altre tre marcature in un totale di sette apparizioni, ha esordito giovanissimo in prima squadra presentandosi con altre tre reti e un assist all’attivo per lui in sette presenze, per un totale di dodici reti e un assist in ventuno presenze e 1081 minuti complessivi disputati tra prima squadra e giovanili!), quest’anno sembra stia trovando non poche difficoltà nel ripetersi, tant’è che nelle dieci gare finora disputate (nove nel Campeonato Paulista, una nella finale di Supercopa do Brasil), di cui ben otto da titolare, è ancora a secco (zero gol e zero assist per lui), in 625 minuti totali disputati, essendo sempre stato sostituito anzitempo in tutte le otto gare in cui è sceso in campo dal primo minuto, e questo nonostante la sua squadra è in testa al proprio girone nel Paulistão ’23 con ventiquattro punti, frutto di sette vittorie e tre pareggi nelle dieci finora gare disputate (a due incontri dal termine della prima fase è già matematicamente qualificata ai quarti di finale…) e ha già portato a casa il primo trofeo stagionale avendo vinto la Supercopa do Brasil ai danni del Flamengo con uno scoppiettante 4-3.
La stagione è ancora agli inizi e di tempo per riprendersi ce n’è tantissimo, ma è doveroso porsi una domanda: ha senso investire cifre così importanti, al solo scopo di sottrarlo anzitempo all’agguerrita concorrenza degli altre big europee, per un ragazzino di appena sedici anni che avrà pure dei numeri impressionanti e talento da vendere ma che resta pur sempre una “scommessa” e che, in quanto tale, può essere tanto vinta quanto persa?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Giuseppe Santoro
