Vergogna Var: gli arbitri non la sopportano. Adesso servono i maxi schermi per stanarli

Var, cade la presunzione della buona fede arbitrale

Il gol di Dybala ha condizionato il Napoli contro la Roma: è brutto da dire, ma è un dato di fatto. Sembra che le parole di Sarri, che si è lamentato di giocare sempre prima, siano state profetiche. Ma se si guarda a questo si trascura quello che è il vero problema. Che la Juve, per tanti motivi, dovesse giocare sempre prima del Napoli è un dato quasi oggettivo. Il vero problema è che da qualche mese a questa parte è sparita la Var.

In tempo non sospetti abbiamo scritto che la Var ha un grande pregio: cancella la presunzione di buona fede arbitrale. Un arbitro in campo può non vedere, un’azione che si sviluppa in una frazione di secondo. Due arbitri in una stanza, con tutti i monitor che vogliono, e tutto il tempo del mondo, non possono non vedere. In questi casi non si può parlare di buona fede.

Da qualche mese non si fa più ricorso al Var. Solo per i casi di fuorigioco (per altro in Fiorentina-Juve con una interpretazione singolare), che sono oggettivi. Il rigore non concesso a Mertens a Cagliari, con la maglia che si allunga di un metro è clamoroso. L’arbitro forse era coperto, ma in TV si è visto benissimo. Così come il rigore per la Lazio. In entrambi i casi gli arbitri, non sappiamo se richiamati o meno dal Var, non sono andati neanche a vedere. La moviola in campo è stata depotenziata del tutto. Oggi è come se non ci fosse. Si stanno ripetendo le stesse identiche porcherie degli anni scorsi. Ma stavolta non c’è l’alibi della buonafede.

Servono le immagini sui maxi schermi allo stadio

La Var andrà anche al mondiale, quindi funziona. E va utilizzata. A questo punto però serve un passo successivo: le immagini devono essere visibili a tutti sui maxi schermi sugli spalti. Bisogan togliere tutti gli alibi. La decisione finale spetterà sempre all’arbitro, ma deve avere la faccia tosta di prendere certe decisioni mentre tutti vedono quello che è successo. Prima non sarebbe stato giusto. Non sarebbe stato giusto far vedere immagini che l’arbitro non poteva vedere al momento di prendere una decisione. Adesso no, non è più così. L’arbitro può vedere, e la gente ha il diritto di sapere cosa decide di non vedere…

Dino Cautiero

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