L’EDITORIALE – “Low profile e ripartire: qualcosa di storico può accadere”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio Umberto Chiariello, è intervenuto con il suo editoriale: “C’è una cosa che, devo dire, mi colpisce molto, una cosa estremamente positiva. Già avevo avuto modo di seguire il percorso romano e romanista di Garcia, già avevo avuto modo di parlare con persone che l’hanno conosciuto e frequentato, ma dopo averlo sentito parlare ho avuto conferma di Garcia come un grande comunicatore. È ovvio che sarà il campo a parlare, non c’è da osannare, incensare, ma il comunicatore Garcia è molto convincente dicendo cose molto forti facendole passare con nonchalance. Savoir faire, serenità, limpidezza che ha conquistato tutti: il Napoli non ha abbassato il tiro, non può promettere di vincere, ma ci proverà. Se poi gli altri stanno facendo disastri e continuano, le speranze di ripetersi sono tantissime, anche perché se rimane Osimhen e si riparte dalla giovane coppia con una freccia come piace a Garcia al posto di Lozano, allora il Napoli ha buone chances di fare l’impresona, ma partendo dal presupposto di Garcia: rimanere tra le prime 4, cercare di avvicinarsi alla vetta, ma se il Napoli rimane 8/11 quello che è, cambiando solo Kim, Lozano e Zielinski per motivi contrattuali e anagrafici, è giusto che si ricoprano i ruoli scoperti. Idasiak 3° portiere? Chi lo sa, intanto abbiamo Meret e Gollini. Abbiamo il problema di sostituire Di Lorenzo e si sta valutando Zanoli, altrimenti c’è Faraoni pronto a subentrare ed è un’ottima scelta. Il sostituto di Kim lo aspettiamo a giorni, a centrocampo c’è un vuoto lasciato da Ndombele e 2 giocatori a scadenza come Demme e Zielinski. In fine, uno sulla fascia al posto di Lozano. Sono 7 i ruoli da coprire con un impianto fantastico con protagonisti di una cavalcata strepitosa che hanno tutto per potersi ripetere. Cerchiamo di tenere alto l’ottimismo, mettere i piedi per terra e capendo, sin da ora, che pur non vincendo, ma facendo una stagione competitiva non c’è da rimanere delusi. Ripartendo con un low profile, forse le aspettative di qualcosa di veramente storico può davvero accadere, ma sempre partendo dalla concretezza della conoscenza della nostra storia”

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