Carthusia, profumo di Capri

Documenti storici del tempo attestano che nel 1373 la Regina Giovanna D’Angiò, già protettrice dei Certosini di San Martino, inviò sull’isola di Capri un gruppo di monaci al fine di abitare la Certosa di San Giacomo,  un immenso complesso costruito per volere del conte Giacomo Arcucci.
La certosa nacque come adempimento ad un voto fatto dal conte, il quale, non riuscendo per anni ad avere figli, giurò che non appena fosse diventato padre avrebbe fatto erigere un colossale monumento per ringraziare del dono ricevuto. Arrivarono due bambini e con essi l’erezione del magnifico edificio.
Dal punto di vista architettonico la Certosa di San Giacomo è costituita da blocchi tufacei assemblati in un tipico stile mediterraneo. In origine il monastero era formato da tre grandi aree, di cui la prima ospitava la farmacia e la chiesa riservata alle donne, un secondo blocco fruibile dai pellegrini in visita, ed infine una terza ala completamente dedicata ai frati e alle loro occupazioni giornaliere, grazie alla presenza di un primitivo chiostro, detto Chiostro Piccolo, con colonne e capitelli di riporto.
In seguito ad attacchi pirateschi a metà del 1500 la Certosa necessitò di un’azione di restauro. In quella occasione furono aggiunti il Chiostro Grande, intorno al quale si aprono quelle che un tempo erano le celle dei monaci, e il cosidetto Quarto del Priore con l’annesso giardino privato, coltivato con spezie e piante medicinali.
Inoltre, nel 1700 alcuni lavori interessarono la Canonica, elevata su due piani e perfettamente armonizzata con una torre finemente decorata da stucchi.
Nel 1800 la Certosa visse alterne vicende…continua a leggere su

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