Il Benevento va sul sicuro. Rémy è il primo colpo per la A (sfumato)

Il diesse Pasquale Foggia si guarda attorno. E fiuta un altro affare low cost. Nel mirino finisce Glik.

 

di Francesco Infranca

 

 

Siamo soltanto a metà luglio, la stagione agonistica ancora non è finita. Eppure, a Benevento hanno pensato bene di festeggiare, facendosi un bel regalo.

Il primo rinforzo per la Serie A è arrivato, a parametro zero, dal Lille. Gli Stregoni, infatti, hanno sottoscritto un contratto triennale con Loïc Rémy.

Il francese è un giocatore di primo livello. Veloce, tecnicamente dotato con entrambi i piedi. Magari poco associativo.

Preferisce correre in profondità, piuttosto che muoversi in appoggio, e collaborare alla costruzione della manovra. Nelle ultime due stagioni, ha fatto brillare il suo talento con i Dogues.

Per dare il meglio, i “mastini”, probabilmente la squadra più sorprendente della Ligue 1, devono praticare un calcio intenso e propositivo. In effetti, il 4-2-3-1 di Christophe Galtier sembra fatto apposta per gratificare le caratteristiche dei singoli.

Il primo anno nel sud della Francia, Rémy giostrava da unico terminale offensivo. Il suo lavoro in profondità, ad attaccare continuamente la difesa avversaria, si combinava perfettamente con la creatività dei trequartisti, posizionati nei mezzi spazi, alle sue spalle.

Il terzetto formato da Ikoné, Bamba e Pépé, passatori estrosi e dribblatori sopraffini, abili a muoversi tra le linee con naturalezza, giocando ad altissima intensità, creavano una miscela potenzialmente esplosiva. Così, il Lille ha impreziosito il secondo posto in campionato, conquistando, dopo sette anni, anche la qualificazione alla Champions League.

Quest’anno, l’esplosione di Osimhen ha dirottato Rémy sull’esterno. Una posizione certamente decentrata, che non gli ha impedito, tuttavia, di rendersi pericolosissimo nell’ultimo terzo di campo. Del resto, l’imprevedibilità non diminuisce se, dal centro, ti spostano in fascia. Soprattutto, se giochi piede opposto.

E Rémy rientra nell’alveo degli offensive player completi. Destrorso, però, in grado di utilizzare efficacemente anche il piede sinistro. La piena confidenza con l’arto non dominate, gli permette di saltare l’uomo nell’uno contro uno, tanto nello stretto, quanto in allungo. Dribbla, vira improvvisamente, cambia direzione, sbranando i metri che lo dividono dall’area di rigore in pochi secondi. Specialmente in transizione.

Il privilegio di aver conquistato la promozione con ben sette turni di anticipo, consente al direttore sportivo giallorosso, Pasquale Foggia, di concentrarsi sulla necessità di rinforzare una squadra, che in cadetteria ha letteralmente sbaragliato tutte le rivali.

Insomma, nonostante il mercato apra ufficialmente i battenti solo il primo settembre, il Benevento s’è portato avanti con il lavoro.

D’altronde, la routine del diesse è scandita da appuntamenti quotidiani inderogabili.

Un lavoro certosino per valutare i giocatori annotati sul classico taccuino personale. Con un obiettivo ambizioso: migliorare dal punto di vista tecnico-tattico la rosa a disposizione di Pippo Inzaghi. Magari, imbastendo trattative funzionali ad anticipare la concorrenza. Sostanzialmente, comprare prima che lo facciano gli altri.

Il tassello iniziale per il Benevento che verrà, dunque, è Rémy. “E’ un valore aggiunto, che porta esperienza e qualità. Noi abbiamo bisogno di giocatori che migliorano questa squadra…”. Parole e musica del plenipotenziario di mercato giallorosso, all’atto della presentazione del 33enne attaccante francese.

Che Foggia aspetti una risposta pure dal Monaco per Kamil Glik è innegabile. Un altro marpione, in grado di elevare in maniera esponenziale il grado di esperienza all’interno dello spogliatoio sannita.

Sull’argomento, ancora il diesse chiarisce il pensiero della società. “E’ uno di quei giocatori che non scopro io, ha fatto per tanti anni il capitano del Torino e del Monaco. Stiamo parlando di un giocatore di esperienza importante, sicuramente potrà essere utile a tante squadre. E’ un giocatore che seguo da tempo. Semmai dovessimo avere la fortuna di portare a casa, sarebbe uno di quelli che innalza l’aspetto tecnico e caratteriale di una squadra…”.

Insomma, come a gennaio di due anni fa, quando mise su uno dei mercati di riparazione più memorabili della storia recente del campionato, il club di Oreste Vigorito vuole riprovarci. Pianificando per tempo, come una neopromossa dovrebbe sempre fare. Senza improvvisare o affidandosi a scommesse adrenaliniche.

Evidentemente, l’usato garantito rappresenta uno standard di gusto già sperimentato positivamente in passato. Una solida certezza, per una società capace di far incontrare calciatori all’apparenza inconciliabili.

Benevento rappresenta, quindi, il contesto ideale in cui potrebbero esaltarsi, riscoprendosi protagonisti, un vecchio lupo dei mare della serie A, ed un ex enfant prodige del calcio transalpino.

 

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