Napoli, credici! Sognare non costa nulla

A Barcellona bisognerà rischiare qualcosa. Ma eliminare i blaugrana dalla Champions significherebbe rivendicare un posto nell'elite dell'aristocrazia calcistica europea

di Francesco Infranca

Napoli, consacrarsi passa dal Camp Nou

Barcellona, més que un club. Per il Napoli, impossibile pensare ad altro che non sia la gara del Camp Nou.

Un viaggio a inseguire il proprio centro di gravità. La voglia di piazzare l’ultimo, clamoroso sprint, verso la definitiva consacrazione. Eliminare i blaugrana dalla Champions League. Assurgere a pieno titolo al rango di Top Club, dopo un lungo transito nel limbo della middle class del calcio europeo.

Per giocare partite come quella di sabato, occorre avere avuto un vissuto calcistico di altissimo profilo.

Ovviamente, sotto questo aspetto, gli azzurri sono cagionevoli, rispetto ai padroni di casa. E devono necessariamente crescere. Ma quale migliore occasione, dunque, che contendere la storica qualificazione ai Quarti proprio ai catalani.

A Barcellona per non subire passivamente

Gattuso ha metabolizzato il rendimento ondivago immediatamente successivo alla vittoria della Coppa Italia, dando alla squadra il tempo di acquisire nuove certezze, strutturandosi in funzione delle sue richieste tattiche.

Nella coda estiva post lockdown, che ha portato il sipario a calare sul campionato più faticoso di sempre, sotto tutti i punti di vista, il Napoli ha alternato gare caratterizzate da una marcata pressione offensiva, ad altre in cui ha preferito concedere maggiore spazio, abbassandosi fino al limite dell’aria di rigore. Aspettando l’avversario, in attesa di ripartire.

Chiaramente, a Barcellona qualcosina bisognerà pur rischiarla.

Partendo, però, da un presupposto. Gli azzurri dovranno trarre energie positive anche dalle loro stesse lacune e sistemare ogni tessera del mosaico al posto giusto, se davvero vogliono rivendicare con forza un posto nell’elite dell’aristocrazia pedatoria.

All’andata, in fase di non possesso, il Napoli ha sbagliato davvero poco. Non al punto che Ospina si sia limitato a fare lo spettatore non pagante. Certamente, il portiere colombiano non ha dovuto fare gli straordinari.

Il Napoli ha già punito i blaugrana

Inoltre, l’azione che ha propiziato il momentaneo vantaggio del Napoli, è lo specchio fedele di una filosofia propositiva, tutt’altro che speculare o conservativa.

Effettivamente, gli azzurri attaccano magistralmente, rubando tempo e spazio al Barcellona, impegnato a ricompattarsi. Fabián Ruiz trova Zieliński, completamente smarcato oltre la mediana avversaria. Il ritardo di Busquets, che indugia sopra la linea della palla assieme a de Jong, genera un effetto domino.

La mezz’ala polacca taglia fuori Piqué, anticipandolo nettamente. Quindi, scarica su Callejón. Indubbiamente, Zieliński si avvantaggia del controllo sbagliato di Firpo. Ma poi il cioccolatino che serve a Mertens deve soltanto essere scartato da Ciro. Il belga non si fa pregare: si accentra e piazza il pallone dove ter Stegen arriva solo con lo sguardo.

È vero, il Barça, quando gioca il suo calcio posizionale, fa girare il pallone come vuole, e corre a mille all’ora, controllando largamente il dominio del possesso.

Attaccando efficacemente, i blaugrana mirano ad allungare il campo e aggiungere verticalità alla manovra, portando tantissimi giocatori nella metà campo altrui.

Setién recupera due pedine fondamentali

Nel frattempo, contro i partenopei, scontate le assenze degli squalificati Vidal e Busquets, pare che Quique Setién possa arruolare sia Griezmann che Dembélé. Due velocisti, assai abili nel trovare spazi da occupare.

Le Petit Prince, uscito all’intervallo della partita con il Valladolid, a metà luglio, dovrebbe aver completamente recuperato dal problema muscolare al quadricipite della gamba destra, che l’aveva obbligato a disertare le ultime due gare di Liga.

Con maggiore cautela, invece, viene trattato l’infortunio dell’ex Borussia Dortmund. La rottura del tendine prossimale del bicipite della coscia destra l’ha costretto ai box più di sei mesi. Tuttavia, il tecnico barcelonista non dispera di poterlo considerare abile e arruolato sabato sera.

 

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